news

Novembre 25

CORRIERE DELLA SERA

Collage ri-fotografati, multi esposizioni, immagini che si dissolvono e allo stesso tempo svelano il corpo
o i suoi frammenti, ripresi da diversi punti di vista, mai uguali, sempre in dialogo con lo spettatore.
Vicino a uno dei luoghi più panoramici di Lisbona, il Miradouro da Señhora do Monte, la fotografa
Anna Chiara Gianuzzi porta per la prima volta all’estero le sue opere grazie all’esposizione
Corpo Manifesto, in mostra fino al 25 marzo 2026 negli spazi del locale L’Ape Italian Lounge
(Calçada do monte,92).In un viaggio composto da momenti sospesi, il corpo femminile diventa veicolo
di stati d’animo differenti. Per l’artista non è un corpo che si mostra ma che si spiega e si muove “
seguendo il ritmo di ciò che accade nella vita”, che ascolta e che racconta “senza bisogno di parole”. Venti
le opere esposte (qui sopra dall’alto:In Coscienza #2; L’attesa #4) che sintetizzano parte della ricerca
portata avanti dalla fotografa nell’ultimo periodo, dopo anni nel campo delle immagini di moda, dove ha
stretto collaborazioni con alcuni tra i maggiori brand del settore, come Bulgari, Pomellato, Gucci e
Cavalli.« Ogni immagine nasce da un’esigenza di comprensione, dal desiderio di osservare e accettare le
diverse parti di me stessa, anche quelle più silenziose o sconosciute – racconta Gianuzzi -. E’ un percorso
che parte da me, ma che penso possa parlare a molti. Pur essendo molto personale, credo tocchi esperienze
e stati d’animo che appartengono a tutti. Le foto nascono da sole e rappresentano una sorta di percorso
di ”guarigione”; per me sono come un diario di viaggio perchè quando leriguardo mi ricordo esattamente
come stavo in quel momento e come è nata l’ispirazione»Tra i suoi lavori per l’editoria, ha firmato
la copertina de «la Lettura» #556 del 24 luglio 2022. In quella immagine, dove accostava un mazzo di
peonie e il corpo nudo di una donna senza volto, Gianuzzi rifletteva sulla condizione femminile,
sul concetto di desiderio e anche sull’idea di bellezza sempre piu codificata e sull’uso strumentale del corpo
nel mondo della comunicazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA


Novembre 25

ARTEIN

A Lisbona, fino al 25 marzo 2026, i dinamici spazi di L’APE Italian Lounge accolgono Corpo Manifesto, prima mostra personale in Portogallo della fotografa milanese Anna Chiara Gianuzzi.

Ospitata nel cuore del quartiere di Graça, l’esposizione raccoglie una ventina di opere realizzate attraverso tecniche differenti – dal collage ri-fotografato alla multi-esposizione – che raccontano la ricerca perturbante e profondamente introspettiva dell’artista.

Il corpo femminile è il fulcro del progetto; un corpo protagonista che rifugge dalla sua rappresentazione oggettivizzante per divenire campo semantico libero, spazio simbolico dove le superfici epidermiche si fanno luoghi di passaggio per sentimenti potenti, che lasciano tracce luminose e ferite.

Quello della Gianuzzi è un corpo diretto e sincero, che non nasconde la propria vulnerabilità in un universo delle immagini che consuma e scuote, che mantiene una comunicazione diretta e coltamene erotica con un pubblico, come quello portoghese, aperto agli eccessi e a una solare multiculturalità.

Nata a Milano nel 1973, dopo aver lavorato nel mondo della moda e collaborato con prestigiose riviste patinate, Anna Chiara Gianuzzi abbandona oggi i codici della fotografia commerciale per concentrarsi su una potente ricerca introspettiva che indaga temi chiave della sensibilità contemporanea, spostandosi tra fragilità, trasformazioni e rinascite, intercettando il sentire comune di un’epoca.

Anna Chiara Gianuzzi
Corpo Manifesto
29 ottobre 2025 – 25 marzo 2026
L’APE Italian Lounge, Lisbona

www.annachiaragianuzzi.com
@anna_chiara_gianuzzi
@lapeitalianlounge

Immagine di copertina: Anna Chiara Gianuzzi, Corpo Manifesto, L’APE Italian Lounge, Lisbona, 2025 – Courtesy l’artista

Leggi l’articolo


Ottobre 25

THEGOODLIFE

Il corpo interpretato come veicolo di messaggi, emozioni e stati d’animo e restituito attraverso un linguaggio
potente e sincero. Ospitata fino a Marzo 2026 a l’Ape Italian Lounge di Lisbona (Portogallo), la mostra
Corpo Manifesto di Anna Chiara Gianuzzi raccoglie una selezione di immagini realizzate attraverso differenti
tecniche tra cui il collage ri-fotografato e la multi-esposizione. Le opere esposte, circa 20, creano un’atmosfera
intima e personale, ma allo stesso tempo aperta al dialogo e al confronto con il pubblico. La fotografa milanese
(1973) conduce il visitatore in un viaggio iconografico nel proprio universo interiore, un racconto visivo dove
le immagini si fanno frammenti di memoria, catturando attimi sospesi e rivelano i silenziosi insegnamenti
della vita. Locale diretto da Marco Orobello, italiano appassionato d’arte e promotore culturale, l’Ape Italian
Lounge propone un calendario di eventi dedicati a diverse discipline, accumunate da un forte
impatto visivo ed emotivo.


Ottobre 25

PANORAMA

Milanese, classe 1973, una lunga esperienza come fotografa free lance per i più noti marchi di moda e gioielli,
oggi l’arte di Anna Chiara Gianuzzi ha assunto una piega più intimista e introspettiva.
Donna talentuosa una ricca selezione dei suoi lavori dedicati al corpo femminile è in mostra (sino al 25 marzo)
all’Ape Italian Lounge di Lisbon: un’esposizione che accompagna il visitatore in un affascinante
viaggio per immagini ne suo universo interiore.


(R.F.)


Ottobre 2025


Ottobre 25

COMUNICATO STAMPA
ANNA CHIARA GIANUZZI DEBUTTA A LISBONA CON LA MOSTRA “CORPO MANIFESTO”
 
29 OTTOBRE 2025– 25 MARZO 2026
L’APE ITALIAN LOUNGE, CALÇADA DO MONTE, 92a LISBONA

Lisbona si prepara ad accogliere dal 29 ottobre 2025 la mostra CORPO MANIFESTO
di Anna Chiara Gianuzzi, un percorso espositivo che raccoglie una selezione di immagini
realizzate attraverso differenti tecniche, tra cui il collage ri-fotografato e la multi-esposizione.
Le opere in mostra, 20, si caratterizzano per un’estetica schietta e intensa, capace di
creare un’atmosfera intima e personale, ma allo stesso tempo aperta al dialogo e al confronto
con il pubblico.
 
L’esposizione, in programma fino al 25 marzo 2026, debutta nello spazio del L’APE Italian Lounge,
noto locale lisbonese che, sotto la direzione di Marco Orobello – italiano
appassionato d’arte e promotore culturale – propone un calendario di eventi dedicati a diverse
discipline, accomunate da un forte impatto visivo ed emotivo.
 
Con CORPO MANIFESTO, Gianuzzi conduce il visitatore in un viaggio iconografico nel
proprio universo interiore, un racconto visivo dove le immagini si fanno frammenti di
memoria, catturano attimi sospesi e rivelano i silenziosi insegnamenti della vita. Al centro
della sua ricerca si pone il corpo femminile, interpretato come veicolo di messaggi, emozioni
e stati d’animo, e restituito attraverso un linguaggio potente e sincero.
 
Il titolo della mostra – CORPO MANIFESTO – volutamente in italiano, mantiene inalterata
la sua espressività anche nella lingua portoghese, creando così un legame diretto con la città
che ospita l’evento. Lisbona, con il suo spirito cosmopolita, accogliente e aperto alle
contaminazioni artistiche, è per l’artista un luogo speciale: una città in cui le idee circolano
senza barriere e che, negli anni, ha consolidato il suo ruolo di destinazione privilegiata per un
turismo culturale.
 
Con questa rassegna, Anna Chiara Gianuzzi riafferma la forza dell’immagine come strumento
di introspezione e di condivisione universale, trasformando la fotografia in un manifesto visivo
del sentire umano.


Aprile 23

Intervista Fashion times

La fotografa Anna Chiara Gianuzzi si racconta tra sogni, fotografia e arte

Com’è nata la tua passione per la fotografia? 
La passione per la fotografia credo di averla ereditata da mio padre, perché lui era il classico padre che quando andavamo in vacanza faceva molte foto e molti video, ovviamente a livello amatoriale. Credo che sia stato lui a trasmettermi la passione per l’immagine e anche un certo spirito di osservazione delle cose. Mio papà è mancato molto giovane e mi piace l’idea di aver portato avanti questa sua passione, anche se lui non ha potuto vedere che ho realizzato questo sogno.

Quando vedevi tuo papà con la macchina fotografica eri interessata? Ti consentiva di usarla o ne era geloso? 
Ero molto interessata e lui ha scelto di stimolarmi e coinvolgermi: una volta, quando stavo per partire per una piccola vacanza con un’amica, mi ha fatto trovare sul sedile dell’auto una macchina fotografica e da lì me ne sono innamorata.

Quindi già da piccola ti immaginavi come fotografa? 
Sicuramente ero molto attratta dalle immagini, per questo motivo ho scelto una scuola che proponeva materie di comunicazione, come cinema, fotografia, grafica pubblicitaria, ecc… Frequentando la scuola ho poi capito che la mia strada era quella della fotografia: da quando avevo 15 anni non ho più avuto dubbi su questo.

Se ti chiedo cosa significa per te fotografare o come ti senti quando hai tra le mani una macchina fotografica, cosa mi rispondi? 
Per me è molto facile rispondere a questa domanda, quando ho in mano una macchina fotografica non guardo mai l’orologio, sia che si tratti di lavoro o che fosse per studio anni fa. Quando sono coinvolta in un progetto mi sento davvero “a casa”. Adesso che lavoro di più sui miei progetti personali, lo spazio e il tempo si annullano e questo mi fa pensare di essere proprio nel posto giusto per me. 

Quanto tempo ci hai messo a realizzare questa campagna? 
È stato un lavoro lungo e impegnativo poiché il processo per giungere alle immagini finali è stato laborioso. Ho fotografato tutti i gioielli che sarebbero stati protagonisti della campagna curando bene le luci e le posizioni. Queste foto sono state stampate,ritagliate e in seguito usate per creare  una composizione in cui ho scelto di inserire una serie di mani ritagliate da riviste e libri. Le mani hanno assunto nella composizione un ruolo fondamentale, sono diventate parte centrale del messaggio della campagna. Le composizioni realizzate sono state a loro volta rifotografate per giungere al risultato finale. Non è solo fotografia, ma un lavoro artigianale e  manuale che si avvicina molto al concetto di creazione, come la creazione di un gioiello. È stato bello.

Oltre alla riconoscibilità, qual è un altro valore aggiunto di questo tuo approccio creativo?
Personalmente così come fatto con Crieri, mi muovo partendo da un punto di vista neutro, libero. Quando sono coinvolta in un progetto, cerco di fare uno sforzo e di cercare la soluzione dentro di me, senza attingere altrove, al fine di realizzare qualcosa che sia il più originale possibile. Ogni volta in cui mi trovo di fronte a un progetto nuovo c’è sempre quel momento in cui vedo il foglio bianco e temo che l’idea non arrivi, ma trovo che anche questo step sia emozionante, perché fa parte del percorso che poi porta al risultato.

Quando si realizza una campagna c’è molto altro oltre allo scatto fotografico?
Sì, molto altro. Ci vuole la pazienza di non forzare la nascita di un’idea, un po’ come succede in natura quando si pianta un seme.

Qual è la foto che hai scattato e che per te ha un valore inestimabile? C’è una foto a cui sei molto legata, la tua foto preferita?
È la fotografia che è  stata pubblicata sulla copertina de La Lettura, allegato culturale del Corriere della Sera. Come tanti fotografi ho sempre fatto degli scatti di ricerca personale  senza pensare a priori di destinarli a “nessuno” ma solo per esprimere me stessa. Vedere  la mia foto sulla copertina  è stata una emozione talmente grande che mi sono commossa ed ho pianto. . L’immagine è un lavoro di collage e fotografia nato dall’esigenza di far uscire  emozioni personali, è una foto che fa parte di una serie in cui ho utilizzato immagini di fiori associate al corpo femminile.

A questo punto definirti fotografa mi sembra riduttivo. Tu come ti definiresti?
Io mi definirei un’artista, anche se come parola non la amo molto. Io cerco di coltivare la bellezza in tutto quello che faccio, dalla casa al giardino, al lavoro.

Oltre alla fotografia e all’arte cos’altro ti appassiona?
Dopo il momento del lockdown ho scoperto che mi appassiona ascoltare le storie delle persone estranee stando seduta sulle panchine dei giardini. Per me è diventato uno stimolo irrinunciabile oltre che un arricchimento personale.

Hai mai pensato di scrivere un libro?
Non credo, perché non sono brava con la scrittura. Però quando ero bambina volevo fare la giornalista per raccontare le storie degli altri. Mi appassionano le vite delle persone.

Non hai mai pensato di fotografare le persone mentre ti raccontano la loro vita o mentre ti parlano delle loro storie?
Forse lo farò, ma in questo momento mi piace ascoltare. Fotografarle significherebbe metterci del mio per raccontarle; 

Hai dei progetti futuri di cui vuoi parlarci?
In questo momento ho dei grandi sogni che vorrei realizzare. Voglio mettermi in discussione, mettermi  alla prova.  Se dovessi realizzarli ve lo farò sapere!

Leggi l’articolo


Marzo 23

Crieri la nuova campagna di comunicazione esce fuori dagli schemi

Chi è chi – Crisalide press

Leggi l’articolo


Marzo 23

VO Plus

La nuova campagna al femminile di Crieri

Portano un messaggio positivo di rinascita le immagini della nuova campagna di Crieri: “/fem·mi·nì·le/”. Un progetto realizzato in collaborazione con l’artista Anna Chiara Gianuzzi

La tecnica del collage, proposta e realizzata dall’artista, ha dato vita alla creazione di una storia per immagini che vede protagonisti i gioielli delle collezioni Firmamento e Glicine. L’ispirazione del concept arriva da un lavoro di Anna Chiara Gianuzzi dal titolo emblematico “Impersonale”: una serie di collage fotografati in cui le mani rappresentano “l’elemento” che contribuisce a ricostruire corpi femminili portando con sé un messaggio positivo di rinascita.

«La nostra nuova campagna /fem·mi·nì·le/ è nata dall’incontro tra due sensibilità, la nostra e quella di Anna Chiara ed ha preso forma in maniera naturale e anticonvenzionale. Sin da subito c’è stata una profonda comprensione con l’artista. Non abbiamo imposto limiti né confini alla creatività, ci siamo affidati completamente a lei. La nostra idea era quella di lasciare spazio ad un approccio distante dai canoni classici del settore e introdurre una modalità che ci permettesse di spiccare nel panorama della gioielleria, anche stimolando il dibattito», ha commentato Michela Saracino, Sales and Marketing Manager di Crieri.

Vedi l’articolo sul sito VO+


Aprile 23

Campagna “/fem·mi·nì·le/” CRIERI

La commistione di diverse espressioni artistiche da spesso vita a progetti ricchi di valore, tanto estetico quanto intrinseco. Ce lo dimostra la nuova campagna firmata Crieri, “/fem·mi·nì·le/”, che introduce un approccio creativo fuori dagli schemi e un nuovo punto di vista nel racconto della gioielleria. Un progetto innovativo in cui la maison valenzana ha deciso di esprimersi attraverso il linguaggio dell’arte, affidandosi alla sensibilità della fotografa Anna Chiara Gianuzzi. 

La tecnica del collage, proposta e realizzata dall’artista, ha dato vita alla creazione di una storia per immagini che vede protagonisti i gioielli delle collezioni Firmamento e Glicine. L’ispirazione del concept arriva da un lavoro di Anna Chiara Gianuzzi dal titolo emblematico “Impersonale”: una serie di collage fotografati in cui le mani rappresentano “l’elemento” che contribuisce a ricostruire corpi femminili portando con sé un messaggio positivo di rinascita.

«La nostra nuova campagna /fem·mi·nì·le/ è nata dall’incontro tra due sensibilità, la nostra e quella di Anna Chiara ed ha preso forma in maniera naturale e anticonvenzionale. Sin da subito c’è stata una profonda comprensione con l’artista. Non abbiamo imposto limiti né confini alla creatività, ci siamo affidati completamente a lei. La nostra idea era quella di lasciare spazio ad un approccio distante dai canoni classici del settore e introdurre una modalità che ci permettesse di spiccare nel panorama della gioielleria, anche stimolando il dibattito», ha commentato Michela Saracino, Sales and Marketing Manager di Crieri.


Luglio 22

Portada de artista

EL Mundo -laLectura

Victor Hugo, el padre del romanticismo francés, afirma en uno de sus storismos: “Si Dios no hubiera hecho a la mujer, no habría hecho a la flor”. Estas palabras – un poco desvaídas y llenas de inspiración decimonónica-combinan paradójicamente bien con la obra de Anna Chiara Gianuzzi (Milán, 1973), que ha creado una obra para ‘La Lectura’ en la que yuxtapone un ramo de lirios rojos y el cuerpo desnudo de una mujer.

¿Un himno a una visión idealiza-da? Al contrario: como artista y mujer, con agudeza y espíritu provocador, Anna Chiara Gianuzzi reflexiona sobre la condición femenina, sobre el uso muchas veces instrumental del cuerpo, sobre el concepto de deseo.

Finalmente también sobre la mitología aún viva de un amor sublimado y romántico que contrasta con los comportamientos sociales y la búsqueda de una belleza cada vez más codificada.

Anna Chiara Gianuzzi es una cazadora de imágenes: dibuja fotografías del mundo de la prensa y las redes sociales, las elige, las amplía, las recorta y las hace suyas en ‘collage’ para una investigación sobre el sistema de comunicación contemporáneo, sobre el sentido de la representación, sobre la conciencia de ver. Y de ser.

Por Gianluigi Colin


Luglio 22

DONNA DI FIORI

Corriere della sera

Victor Hugo, da padre del Romanticismo francese, afferma in un suo aforisma: «Se Dio
non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto neppure il fiore».

Queste parole un po’ svenevoli e cariche d’ispirazione ottocentesca, per contrasto, paradossalmente bene si accostano all’opera di Anna Chiara Gianuzzi (Milano, 1973) che ha realizzato per «la Lettura» un lavoro nel quale accosta, appunto, un mazzo di peonie e il corpo nudo di una donna. Un inno a una visione idealizzata? No, al contrario, da artista e da donna, con acutezza e spirito provocatorio, Anna
Chiara Gianuzzi riflette sulla condizione femminile, sull’uso spesso strumentale del corpo, sul concetto di desiderio.

Infine, anche sulla mitologia ancora viva di un amore sublimato e romantico che contrasta con i comportamenti sociali e la ricerca di una bellezza sempre più codificata. Anna Chiara Gianuzzi è una cacciatrice di immagini: attinge fotografie dal mondo della stampa,
dai libri, dai social, le sceglie, le ingrandisce, le ritaglia. Infine, le fa sue in scatti fotografici per una indagine sul sistema della comunicazione contemporanea, sul senso della rappresentazione, sulla coscienza del vedere. E dell’essere.

Gianluigi Colin